Intelligenza artificiale · Google Workspace

Google Workspace MCP: cosa cambia per gli agenti AI dall'11 novembre 2026

I server MCP di Google Workspace, che collegano gli agenti AI a Gmail, Drive e alle altre app, sono in anteprima per sviluppatori: dall'11 novembre accetteranno solo client OAuth segnati come agentici. Chi ha già un agente collegato deve segnare il suo client entro il 10 novembre, per non avere interruzioni. Dal 12 novembre l'impostazione non si cambia più.

Di Emanuele Martino Podo, CEO e cofondatore di elevenhats. Aggiornata il .

In breve

Cosa c'è oggi
Google offre server MCP ufficiali per Gmail, Drive, Calendar, Documenti e altre app di Workspace: gli agenti AI li usano per leggere e scrivere nei dati dell'azienda. Sono in anteprima per sviluppatori.
Cosa cambia
Dall'11 novembre 2026 questi server accettano solo agenti con un client OAuth segnato come agentico. Dal 12 novembre l'impostazione dei client esistenti non si cambia più.
Cosa fare
Se un tuo agente usa i server MCP di Workspace, segna il suo client entro il 10 novembre, per non avere interruzioni, o creane uno solo per lui. Se usi solo app che non sono agenti, non devi fare nulla.

Cosa sono i server MCP di Google Workspace?

I server MCP di Google Workspace sono le porte con cui Google apre Gmail, Drive, Calendar e le altre app di Workspace agli agenti AI esterni. Usano MCP (Model Context Protocol), lo standard comune con cui un agente AI trova e usa gli strumenti di un software.

Un agente collegato può, per esempio, cercare e leggere la posta, preparare bozze, trovare un orario libero in agenda, leggere e caricare file su Drive. Se agenti e MCP sono parole nuove, li spieghiamo da zero nella guida Agenti AI per aziende.

La guida di Google elenca nove server: Gmail, Drive, Documenti, Fogli, Presentazioni, Calendar, Chat, contatti (People API) e Classroom.

Sono ancora in anteprima per sviluppatori. Per usarli servono l'iscrizione al programma di anteprima di Google Workspace (Developer Preview Program) e un progetto Google Cloud. Google spiega come collegarli a Claude e ad Antigravity, il suo ambiente per sviluppatori. Si possono collegare anche altri client MCP che supportano il trasporto Streamable HTTP e OAuth 2.0.

Cosa cambia per Google Workspace e gli agenti AI dall'11 novembre 2026?

Dall'11 novembre 2026 i server MCP di Workspace rifiutano le richieste dei client OAuth non segnati come agentici. Il client OAuth è l'identità con cui un'app chiede a Google l'accesso ai dati: ha un codice, il client ID, e si crea nella console Google Cloud.

Dal 12 ottobre 2026 ogni client OAuth creato nella console Google Cloud ha una casella in più, «Use this client for an AI-powered agent». Chi la spunta dichiara che il client serve a un agente AI. Google lo ha annunciato lo stesso giorno, con un'e-mail agli sviluppatori e nelle note di rilascio di Workspace.

La dichiarazione non dà permessi in più: il consenso di chi autorizza l'accesso e la verifica dell'app restano gli stessi. Serve a distinguere il traffico degli agenti da quello delle app tradizionali, così gli amministratori possono dare regole agli agenti senza toccare le persone.

Le tappe

  1. 22 aprile 2026

    Gmail, Drive, Calendar e Chat hanno il loro server MCP, in anteprima per sviluppatori.

  2. 1° maggio 2026

    Google apre i server MCP di Workspace in anteprima pubblica per sviluppatori, un po' alla volta.

  3. 13 luglio 2026

    Arrivano i server per Documenti, Fogli e Presentazioni.

  4. 12 ottobre 2026

    Nella console Google Cloud si può segnare un client OAuth come agentico.

  5. 24 ottobre 2026Ultimo controllo

    Ultimo controllo di questa guida.

  6. 11 novembre 2026In arrivo

    I server MCP di Workspace rifiutano i client non segnati come agentici.

  7. 12 novembre 2026In arrivo

    L'impostazione diventa definitiva: per cambiarla serve un client OAuth nuovo.

Fonti: note di rilascio di Google Workspace per sviluppatori (22 aprile, 13 luglio e 12 ottobre 2026), blog Google Workspace Updates (1° maggio 2026), e-mail di Google agli sviluppatori del 12 ottobre 2026.

La mia azienda deve fare qualcosa?

Sì, se usa un agente AI collegato ai server MCP di Workspace con un proprio client OAuth. Le app che non sono agenti e usano solo le API REST di Gmail, Drive o Calendar, cioè le porte classiche per i programmatori, non devono fare nulla: lo scrive Google. Se l'agente è di un fornitore e usa il client OAuth del fornitore, è il fornitore che deve segnarlo.

Conviene guardare anche gli agenti che oggi non usano MCP. Nell'e-mail agli sviluppatori Google chiede di individuare tutti i client OAuth degli agenti AI, compresi quelli che usano solo le API REST, e di segnarli entro l'11 novembre.

Chi ha creato l'agente
Controlla il client OAuth che usa. Lo segna come agentico entro il 10 novembre, o ne crea uno nuovo solo per l'agente.
Amministratore di Workspace
Guarda quali app accedono ai dati. Nella console di amministrazione vede app, permessi e azioni fatte con un agente.
Chi usa Gmail e Drive
Non deve fare nulla. Il cambio riguarda solo i client OAuth degli agenti.

Il tuo agente ha già un client OAuth: quale strada?

Se il client lo usa solo l'agente

Segnalo come agentico

Apri il client nella console Google Cloud, spunta la casella e salva, entro il 10 novembre 2026. Il client ID resta lo stesso.

Se lo stesso client serve anche alle persone o ad app normali

Crea un client nuovo per l'agente

Google chiede due client separati. Quello attuale resta alle persone e alle app normali. Quello nuovo, segnato come agentico, va solo all'agente, che poi aggiorni con il nuovo client.

Come si segna un client OAuth come agentico?

Si apre il client nella console Google Cloud, nella pagina Clients di Google Auth Platform, e si spunta «Use this client for an AI-powered agent». Questi sono i passi. Falli entro il 10 novembre 2026, per non avere interruzioni. Dall'11 novembre i server rifiutano i client non segnati, anche se quel giorno la casella si può ancora spuntare.

  1. Trovare i client degli agenti

    Fai l'elenco degli agenti collegati a Workspace e, per ognuno, del client OAuth che usa: è il client ID inserito nella configurazione dell'agente. L'amministratore di Workspace trova anche, nel registro degli eventi OAuth, l'ID applicazione (cioè il client) di ogni app che accede ai dati. Se hai ricevuto l'e-mail di Google del 12 ottobre 2026, lì trovi l'elenco dei tuoi progetti interessati.

  2. Aprire Google Auth Platform e poi Clients

    Nella console Google Cloud, dentro il progetto dell'agente. Apri il client da modificare.

  3. Spuntare Use this client for an AI-powered agent

    Poi salva. Fallo solo per i client usati da agenti: Google chiede di non segnare gli altri.

    Risultato atteso Il client può chiamare i server MCP di Workspace anche dopo l'11 novembre.

  4. Se il client è condiviso, crearne uno nuovo

    Con Create client crea un client solo per l'agente, spunta la stessa casella e aggiorna l'agente con il nuovo client ID e il nuovo segreto. Il segreto si vede una volta sola: salvalo subito in un posto sicuro.

  5. Controllare che la casella sia salvata

    Controlla nella console che la casella risulti spuntata e salvata. Una prova dall'agente prima dell'11 novembre dice solo che il collegamento funziona: fino a quella data Google accetta anche i client non segnati. Se dall'11 novembre una richiesta viene rifiutata, Google indica di controllare per prima cosa la casella.

Cosa succede se non lo fai entro l'11 novembre?

L'agente non riesce più a usare Gmail, Drive e le altre app tramite MCP: dall'11 novembre 2026 i server rifiutano le sue richieste. Secondo Google, il messaggio di errore dirà che il client non è segnato come agente AI e porterà ai passi per sistemarlo.

Fino all'11 novembre basta spuntare la casella sul client che hai. Dal 12 novembre non si può più: serve un client nuovo, segnato come agentico, e l'agente va aggiornato per usarlo. Secondo l'e-mail di Google, chi crea un client nuovo deve scegliere subito se è agentico.

Cosa può controllare l'amministratore di Google Workspace?

L'amministratore decide quali app possono accedere ai dati dell'azienda e vede chi le usa. Il segno agentico serve anche a questo: secondo Google, client separati permettono agli amministratori di dare regole di accesso e di sicurezza agli agenti senza toccare le persone.

Nell'e-mail agli sviluppatori Google annuncia per i client agentici controlli di sicurezza separati, come i controlli di accesso per gli agenti. Nella console di amministrazione intanto ci sono già tre strumenti:

  • Controlli API. In Sicurezza, Accesso e controlli relativi ai dati, Controlli API ogni app si può rendere Attendibile, Con restrizioni, limitata a Dati di Google specifici o Bloccata. Le app nuove compaiono nell'elenco di solito tra 24 e 48 ore dopo l'autorizzazione.
  • Permessi ad alto rischio. Per Gmail, Drive, Documenti e Chat si possono limitare i permessi più delicati, come l'invio e la modifica della posta.
  • Registro degli eventi OAuth. In Reporting, Controllo e indagine, Eventi dei log OAuth si vedono utente, app, ID applicazione e permessi di ogni accesso. Il campo «Da un agente» dice se un'azione è stata eseguita con un agente AI.

I server MCP di Workspace sono sicuri per i dati aziendali?

Sono sicuri quanto i permessi che dai all'agente e i controlli che tieni. Google stessa avverte, nella guida ai server, che un client collegato può leggere, modificare e cancellare i dati dell'account, e che c'è il rischio di prompt injection: istruzioni nascoste in un'email o in un documento, che l'agente scambia per ordini.

I permessi pesano. Il server di Gmail chiede di leggere la posta e di gestire le bozze, e per Google quest'ultimo permesso consente anche di inviare email. Gli strumenti del server di Gmail creano bozze ma non le inviano: il permesso però lo consentirebbe. Il server di Drive chiede di vedere e scaricare tutti i file. Per questo conviene:

  • attivare solo i server che servono davvero;
  • lasciare a una persona l'ultima parola su ogni email inviata e ogni file modificato;
  • usare solo agenti e strumenti di cui ti fidi, come raccomanda Google.

Il segno agentico non dà permessi in più: i rischi restano gli stessi. Rischi e regole (GDPR, AI Act, legge italiana sull'AI) sono nella guida Agenti AI per aziende.

Per chi sviluppaEndpoint, client, ambiti e token
  • Endpoint. Uno per app, per esempio https://gmailmcp.googleapis.com/mcp/v1, https://drivemcp.googleapis.com/mcp/v1 e https://calendarmcp.googleapis.com/mcp/v1. Nel progetto vanno abilitati sia l'API dell'app sia il suo servizio MCP (gmailmcp, drivemcp e così via).
  • Client. Tipo applicazione web, con la casella dell'agente spuntata. Redirect URI per Claude: https://claude.ai/api/mcp/auth_callback; per Antigravity: https://antigravity.google/oauth-callback. Schermata di consenso: Internal se disponibile, altrimenti External con utenti di prova.
  • Client MCP. Oltre a Claude (piani Pro, Max, Team o Enterprise) e Antigravity, altri client MCP che supportano il trasporto Streamable HTTP e OAuth 2.0.
  • Ambiti. Gmail: gmail.readonly, gmail.compose. Drive: drive.readonly, drive.file. Calendar: calendar.calendarlist.readonly, calendar.events.freebusy, calendar.events.readonly. Prefisso https://www.googleapis.com/auth/. gmail.readonly, gmail.compose e drive.readonly sono ambiti con restrizioni (restricted), con la verifica più severa.
  • Token. Senza access_type=offline Google non rilascia il refresh token e l'utente deve accedere di nuovo circa ogni ora. Il solo ambito offline_access non basta.
  • Account di servizio. La casella non c'è, perché non stanno tra i Clients. Le richieste degli account di servizio con delega a livello di dominio non vengono rifiutate per questo motivo: le regola la delega, gestita dall'amministratore di Workspace.
  • Apps Script. Il client che Apps Script crea da solo non si può segnare come agentico. Per chiamare i server MCP serve un client creato nella console e segnato come agentico, usato con la libreria OAuth2 for Apps Script. Gli script che non chiamano i server MCP non cambiano.
  • Errore. Dall'11 novembre il rifiuto dirà «the client isn't marked as an AI agent», con il link ai passi per sistemarlo.

Fonti: guida «Configure the Google Workspace MCP servers» (aggiornata il 19 ottobre 2026), note di rilascio di Workspace del 12 ottobre 2026, e-mail di Google agli sviluppatori del 12 ottobre 2026.

Noi sviluppiamo integrazioni e automazioni con AI su misura per le PMI. Se stai collegando un agente a Workspace, ti aiutiamo a scegliere client, permessi e controlli.

Domande frequenti

Cosa vuol dire client OAuth agentico?

È un client OAuth segnato, nella console Google Cloud, come usato da un agente AI. È una dichiarazione di chi sviluppa: non dà permessi in più, ma dall'11 novembre 2026 è l'unico tipo di client che può usare i server MCP di Google Workspace, a parte gli account di servizio con delega a livello di dominio.

Uso Gmail e Drive ogni giorno: devo fare qualcosa?

No. Il cambio riguarda solo i client OAuth degli agenti AI. Anche le app che non sono agenti e usano solo le API di Gmail o Drive non devono fare nulla.

Posso cambiare l'impostazione dopo il 12 novembre 2026?

No. Dal 12 novembre l'impostazione di un client esistente non si cambia più: per cambiarla serve un client OAuth nuovo. Secondo l'e-mail di Google, chi crea un client nuovo deve scegliere subito se è agentico.

Segnare un client come agentico dà più permessi all'agente?

No. Google scrive che il segno non concede permessi in più: restano il consenso dell'utente e la verifica dell'app. Cambia il modo in cui Google e gli amministratori riconoscono il traffico dell'agente. Nell'e-mail agli sviluppatori, Google annuncia anche controlli di sicurezza separati per i client agentici.

Un agente che usa solo le API REST di Gmail va segnato?

Google lo chiede: nell'e-mail agli sviluppatori invita a individuare i client degli agenti AI, compresi quelli che oggi usano solo le API REST, e a segnarli entro l'11 novembre. Il blocco annunciato per l'11 novembre riguarda i server MCP.

Con quali assistenti AI funzionano i server MCP di Workspace?

La guida di Google spiega come collegarli a Claude, sul web e nell'app desktop con i piani Pro, Max, Team o Enterprise, e ad Antigravity di Google. Si possono collegare anche altri client MCP che supportano il trasporto Streamable HTTP e OAuth 2.0.

Avvisami quando la guida cambia

I server MCP di Workspace sono in anteprima e Google li aggiorna spesso. Lasciaci un contatto: ti scriviamo quando aggiorniamo questa guida, anche dopo l'11 novembre.

Fonti

Emanuele Martino Podo

CEO e cofondatore di elevenhats

Vengo da settori dove le cose devono funzionare, punto. Nel 2025 ho cofondato elevenhats: costruiamo software su misura e AI per le PMI italiane che non possono permettersi errori.

Profilo LinkedIn

Cosa è cambiato

  • : Risposta iniziale senza la data in apertura: la data dell'aggiornamento è sotto il titolo. I fatti non cambiano.
  • : Prima versione.