Agenzia delle Entrate · Cassetto fiscale

Cassetto fiscale via API: cosa offre oggi l'Agenzia delle Entrate e cosa manca

Il cassetto fiscale via API vuol dire un solo servizio dell'Agenzia delle Entrate: lo scarico in blocco delle Certificazioni Uniche (CU), riservato agli intermediari Entratel con la delega dei clienti. Fatture, F24, precompilata e comunicazioni nel Catalogo delle API non ci sono ancora.

Di Emanuele Martino Podo, CEO e cofondatore di elevenhats. Aggiornata il .

In breve

Cosa c'è oggi
Un solo servizio sui dati del cassetto fiscale: lo scarico in blocco delle Certificazioni Uniche (CU), attivo dal 22 luglio 2026. Accanto ci sono due servizi di verifica, del codice fiscale e della partita IVA, attivi dal 2023.
Cosa manca
Fatture elettroniche, F24 e versamenti, dichiarazione precompilata, comunicazioni e rimborsi. I prossimi servizi saranno annunciati sul sito dell'Agenzia, ma oggi non ci sono date.
Per chi
Lo scarico delle CU è solo per gli intermediari, come commercialisti e CAF, e solo per i clienti che hanno dato loro la delega. Un contribuente, impresa o privato, o una software house che non è intermediario oggi non lo può usare.

Cassetto fiscale via API: cosa si può fare oggi?

Dal cassetto fiscale via API si scaricano solo i dati delle Certificazioni Uniche (CU), e solo se sei un intermediario con la delega del cliente. Per tutto il resto, dalle fatture agli F24, restano il sito dell'Agenzia e gli altri canali ufficiali.

Prima di tutto, cosa vuol dire «via API». Un'API (Application Programming Interface) è una porta di servizio che permette a due programmi di parlarsi. Qui vuol dire che il gestionale di uno studio chiede i dati direttamente ai sistemi dell'Agenzia delle Entrate, senza che una persona entri nel sito e scarichi i file a mano.

L'Agenzia raccoglie questi servizi in un elenco, il Catalogo dei servizi di interoperabilità. Ecco cosa c'è e cosa manca, voce per voce.

Il Catalogo dell'Agenzia delle Entrate, voce per voce

  • Dati delle Certificazioni UnicheAttivo: dal 22 luglio 2026

    Scarico in blocco, per gli anni d'imposta 2024 e 2025. Solo per gli intermediari registrati a Entratel e solo per i clienti che hanno dato loro la delega al cassetto.

  • Verifica del codice fiscale e della partita IVAAttivo: dal 15 maggio 2023

    Due servizi: uno controlla che un codice fiscale esista e corrisponda ai dati anagrafici, l'altro che una partita IVA sia valida e se è attiva. Li usano le categorie di utenti stabilite dall'Agenzia.

  • Ruoli di Agenzia delle Entrate-RiscossionePrevisto: previsti, senza data

    Il Provvedimento che ha aperto il canale li cita, ma un servizio non c'è ancora.

  • Dati del proprio cassetto, per il contribuentePrevisto: previsti, senza data

    Il Provvedimento prevede anche i contribuenti, ma il servizio sulle CU è solo per gli intermediari.

  • Fatture elettroniche e corrispettiviNon c'è: Non c'è

    Si scaricano dal portale Fatture e Corrispettivi. I provider accreditati hanno un canale a parte, fuori dal Catalogo.

  • Versamenti e F24Non c'è: Non c'è

    Si consultano nel cassetto sul web, di persona o tramite un intermediario delegato.

  • Dichiarazione precompilata, 730 e RedditiNon c'è: Non c'è

    Il contribuente usa l'applicazione web della precompilata; CAF e professionisti abilitati lavorano con la delega, anche con file via Entratel.

  • Comunicazioni, rimborsi, dichiarazioni, atti e creditiNon c'è: Non c'è

    Si consultano nel cassetto sul web, di persona o tramite un intermediario delegato.

Situazione al 24 ottobre 2026. Fonti: pagina «Servizi disponibili» del Catalogo, Provvedimento 200918/2026 e specifiche tecniche dell'Agenzia delle Entrate.

Dal 22 luglio 2026, quando è partito il servizio sulle CU, il Catalogo non ha aggiunto altri servizi.

Chi cerca «API dell'Agenzia delle Entrate» trova spesso tre cose mescolate: le verifiche del 2023, il servizio sulle CU del 2026 e il Sistema di Interscambio (SdI), il canale da cui passano le fatture elettroniche. Il Catalogo raccoglie solo le prime due.

Cos'è il Provvedimento 200918/2026 e cosa cambia?

Il Provvedimento 200918/2026 è l'atto del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, del 6 luglio 2026, che ha aperto il cassetto fiscale ai programmi. Permette di prendere dati, atti e comunicazioni con i propri sistemi, anche in blocco. Attua l'art. 23 del decreto legislativo (d.lgs.) 1/2024 sul cassetto fiscale.

In parole semplici, dice quattro cose.

  • Chi lo può usare. I contribuenti e gli intermediari da loro delegati, registrati a Entratel o Fisconline, i servizi telematici dell'Agenzia. Il testo non nomina altre categorie, come le software house.
  • Dove. Sulla piattaforma per le API che l'Agenzia ha attivato nel 2023. Si entra dal Catalogo, nell'area riservata del sito.
  • Cosa. Il primo servizio è lo scarico delle CU. Il Provvedimento comprende anche i ruoli di Agenzia delle Entrate-Riscossione legati ad atti impositivi emessi dall'Agenzia, ma non elenca altri servizi, non fissa scadenze e non obbliga nessuno a usarlo.
  • Privacy. L'Agenzia e chi usa il servizio sono titolari autonomi del trattamento dei dati. Sogei, la società che gestisce il sistema informativo dell'Anagrafe tributaria, è responsabile del trattamento. L'Agenzia registra le operazioni di ogni utente, con ora e tipo.

Una domanda che torna spesso: c'entra la PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), quella con cui le pubbliche amministrazioni si scambiano dati? No. Né il Provvedimento né i documenti tecnici del servizio la citano.

Per chi sviluppaArchitettura e sicurezza del canale

La piattaforma è la Piattaforma API management dell'Agenzia, attivata con il Provvedimento 118366/2023. I servizi sono REST. La sicurezza segue il Modello di interoperabilità (ModI) dell'AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale.

Chi può usare le API dell'Agenzia delle Entrate sul cassetto fiscale e come si attivano?

Oggi il servizio sui dati del cassetto è solo per gli intermediari registrati a Entratel: chi trasmette le dichiarazioni per conto di altri, come commercialisti e CAF (centri di assistenza fiscale). E funziona solo per i clienti che hanno dato all'intermediario una delega attiva alla consultazione del cassetto.

Non c'è una registrazione a parte per le API. Si parte da Entratel e poi si attiva il servizio nel Catalogo. I passi, presi dalla guida operativa del Catalogo, dall'Allegato 1 al Provvedimento e dalle specifiche del servizio, sono cinque.

  1. Essere registrati a Entratel

    Il Catalogo mostra a ciascuno i servizi del suo profilo, e per le CU serve Entratel. Se nello studio lavorano dei collaboratori, per attivare il servizio il gestore deve autorizzarli alla voce Catalogo servizi di interoperabilità. Se l'intermediario non è una persona fisica, chi invia le richieste deve essere autorizzato anche al servizio Invio documenti.

  2. Avere le deleghe dei clienti

    Senza una delega attiva al cassetto fiscale, per quel cliente il servizio non restituisce nulla.

  3. Entrare nel Catalogo

    Con SPID (Sistema pubblico di identità digitale), CIE (Carta d'identità elettronica) oppure con le credenziali dell'Agenzia. Con le credenziali dell'Agenzia, per attivare il servizio serve anche il PIN personale.

  4. Attivare il servizio da Servizi disponibili

    Si preme Attiva, si accettano le condizioni d'uso e si scarica un file con una chiave segreta, che vale un anno. Nella pagina Servizi attivati ci sono la documentazione, il comando per generare una nuova chiave e il numero massimo di chiamate consentite.

  5. Collegare il gestionale

    È la parte tecnica, per chi sviluppa il gestionale: ogni richiesta va firmata con i certificati dell'Agenzia, e il collegamento va provato con dati fittizi prima di usarlo con quelli veri.

Per chi sviluppaChiave, certificati, token ed errori

La chiave segreta è il client_secret. Servono i certificati della Certification Authority dell'Agenzia, gli stessi di Entratel e Fisconline. Ogni chiamata porta tre token JWT (JSON Web Token, un formato standard di credenziale firmata): uno di autorizzazione, valido 300 secondi, uno di integrità e uno di tracciamento. Anche le risposte sono firmate e vanno verificate.

Il Catalogo dà quanto serve per simulare le chiamate con dati fittizi nell'ambiente di Validazione, prima di passare in Produzione. Gli errori tipici sono 403 (chiave scaduta, utente non autorizzato) e 400 (richiesta malformata).

Come funziona lo scarico massivo delle CU via API?

Lo scarico massivo delle CU via API funziona in due tempi, come una richiesta lasciata allo sportello: l'intermediario manda l'elenco dei clienti che lo hanno delegato e, quando l'Agenzia ha finito, scarica un file con i dati delle loro Certificazioni Uniche. È attivo dal 22 luglio 2026, come ha scritto FiscoOggi, la rivista dell'Agenzia.

Le CU sono i documenti con cui i sostituti d'imposta, come datori di lavoro, enti pensionistici e committenti, certificano i redditi pagati e le ritenute fatte. Una cosa che confonde: gli anni d'imposta 2024 e 2025 corrispondono alle CU 2025 e 2026, perché la CU si rilascia l'anno dopo.

Tre cose da sapere, dalle specifiche tecniche del 15 luglio 2026:

  • Non è immediato. Si manda la richiesta, si riceve un numero di protocollo e con quello si torna a chiedere il risultato finché è pronto. Le specifiche non dicono quanto ci vuole.
  • Fino a 1.000 clienti per richiesta. La richiesta e la risposta sono file in un formato rigido, che si preparano e si leggono con i programmi dell'Agenzia, Desktop telematico o Entratel Multifile.
  • Un errore non blocca tutto. Se manca la delega di un cliente, o il suo codice fiscale non va bene, per quel cliente le CU non arrivano. La richiesta viene scartata del tutto solo se sbagliano tutti.

Come preparare la richiesta, scegliere tra file ed API e leggere i codici di esito lo spieghiamo passo per passo nella guida sullo scarico massivo delle CU.

C'è anche una strada senza API, aperta prima. La prevede il Provvedimento 390142 del 20 ottobre 2025: dal 22 ottobre 2025 gli intermediari possono chiedere le CU con un file via Entratel, in via sperimentale. All'inizio valeva per la CU 2025; il Provvedimento del 20 aprile 2026 l'ha estesa alla CU 2026. Il file con i dati arriva nell'area riservata entro 5 giorni dalla richiesta e resta disponibile per 10 giorni.

Per chi sviluppaRisorse, protocollo e tracciati del servizio CU

Il servizio è asincrono. La risorsa /richiesta riceve la domanda e restituisce un protocollo di 17 cifre. Con il protocollo si interroga /recupera-esito, che risponde «In elaborazione» finché non è pronto; poi dà il file con le CU e la ricevuta, o solo la ricevuta se la richiesta è scartata. La risorsa /status dice se il servizio è attivo. Le specifiche scrivono la seconda risorsa in due modi, /recupera-esito e /recupero-esito: il nome esatto va preso dal descrittore scaricato dal Catalogo.

La richiesta è un file a tracciato fisso, con record tutti lunghi 1.900 caratteri. Il codice RCU25 chiede l'anno d'imposta 2024, RCU26 il 2025. Anche la risposta è a record fissi.

La richiesta è respinta se ogni contribuente elencato ha un errore: codice fiscale non registrato, vecchio codice fiscale sostituito dall'Agenzia per omocodia, delega mancante.

Cosa non si può fare via API e quali alternative ufficiali ci sono?

Con le API del Catalogo non si possono ancora avere fatture elettroniche, F24 e versamenti, precompilata, comunicazioni, rimborsi e ruoli della Riscossione. Per questi dati restano le strade ufficiali: il portale delle fatture, il cassetto e la precompilata sul web, l'area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione e la delega a un intermediario.

Sul web il cassetto fiscale mostra anagrafica, dichiarazioni, versamenti, rimborsi, atti registrati, comunicazioni («L'Agenzia scrive») e crediti. Si consulta però a mano, dal sito.

A. Fatture elettroniche: il portale e il canale dei provider

Nel portale Fatture e Corrispettivi, la funzione Consultazioni e download massivi scarica in blocco fatture, corrispettivi e ricevute. La usano il titolare della partita IVA o l'intermediario delegato. Dallo stesso portale il cliente aggiunge il CUP (Codice unico di progetto) a una fattura ricevuta: lo spieghiamo nella guida sul CUP nelle fatture elettroniche.

Poi c'è un canale per i provider accreditati, le aziende che gestiscono la fatturazione per conto di altri: si chiama SMTS (Servizi Massivi di Trasmissione e Scarico file). Il titolare o l'intermediario delegato abilita prima il provider dal portale, con Censimento canali per forniture massive. Ogni richiesta va poi firmata con firma qualificata dal titolare della partita IVA o dall'intermediario delegato.

Le fatture ricevute da un consumatore senza partita IVA si vedono solo nella sua area riservata e, secondo le FAQ dell'Agenzia, non si possono delegare.

Per chi sviluppaIl web service SMTS e i suoi limiti

SMTS è un web service SOAP, uno standard più vecchio di REST, solo per i provider accreditati a SdICoop, la cooperazione applicativa con lo SdI. Per fatture e corrispettivi una richiesta copre fino a 30 partite IVA. Per ogni partita IVA e richiedente si fanno al massimo 10 richieste al giorno dello stesso tipo, su periodi di al massimo 3 mesi.

B. F24, comunicazioni e precompilata: il web

Versamenti, comunicazioni e rimborsi si consultano nel cassetto sul web, con SPID, CIE o CNS (Carta nazionale dei servizi); la precompilata ha la sua applicazione. L'intermediario delegato vede il cassetto del cliente, tranne tre cose: le scelte del 2, 5 e 8 per mille, gli avvisi sulla decadenza dalle agevolazioni prima casa e gli accertamenti parziali automatizzati.

C. Tramite un intermediario: la delega unica

Dall'8 dicembre 2025 vale la delega unica. Si dà al massimo a due intermediari, scade il 31 dicembre del quarto anno successivo e si comunica all'Agenzia solo per via telematica. Con una sola delega si affidano cassetto, fatturazione elettronica e corrispettivi, dati degli indici sintetici di affidabilità e del concordato preventivo biennale, servizi di Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'elenco completo è nella pagina servizi delegabili. Come si dà, si rinnova e si revoca, passo per passo, lo spieghiamo nella guida sulla delega al cassetto fiscale.

Per le persone fisiche senza partita IVA è prevista anche la firma della delega con SPID o CIE, tramite un servizio dell'intermediario in convenzione con l'Agenzia. La data da cui si potranno firmare le convenzioni, però, non risulta ancora pubblicata.

Le API del cassetto fiscale bastano a un gestionale?

No: oggi le API del cassetto fiscale danno un solo tipo di dato, le CU, solo agli intermediari, e in un formato che va ancora decifrato con i programmi dell'Agenzia.

A un gestionale servono anche fatture, F24, precompilata e comunicazioni, che nel Catalogo non ci sono. E «via API», qui, non vuol dire dati pronti da mostrare: il gestionale riceve un file grezzo da elaborare. Chi non è intermediario, come una piattaforma che lavora direttamente con imprese e cittadini, oggi non ha un servizio sui dati del cassetto da attivare.

In pratica, dipende da chi sei:

Studio o CAF

Può usarlo, solo per le CU. Servono la registrazione a Entratel, una delega attiva di ogni cliente, l'attivazione nel Catalogo e una prova prima di partire.

Software house

Lo integra, ma non lo attiva. Prepara il gestionale a firmare le richieste e a leggere i file dell'Agenzia. Il servizio lo attiva lo studio, con le sue credenziali.

Piattaforma

Oggi non ha un servizio. Se non è un intermediario, nel Catalogo non trova servizi sui dati del cassetto dei suoi utenti.

L'Agenzia, però, guarda in quella direzione. Secondo FiscoOggi del 7 luglio 2026, nel medio e lungo periodo più servizi via API potranno aiutare intermediari, operatori e chi usa portali o gestionali esterni a costruire servizi propri. L'elenco dei servizi sarà aggiornato man mano. Date e nomi, per ora, non ci sono.

E se il canale ufficiale non basta?

Se ti servono dati che il Catalogo non offre, o se i tuoi utenti non passano da un intermediario, una strada è Eleven PA, il nostro software per il cassetto fiscale. Ecco come scegliere.

Quale strada fa per te?

Se sei un intermediario con Entratel e deleghe, e ti servono solo le CU

Il servizio dell'Agenzia

È la strada diretta e ufficiale. Ti servono la registrazione a Entratel, le deleghe dei clienti e un gestionale che sappia usare il servizio. Se ti bastano le CU, è la scelta giusta.

Se hai una piattaforma e ti servono anche fatture, F24, precompilata o comunicazioni

Eleven PA

  • L'accesso lo dà l'utente. Collega il suo cassetto una volta, con le credenziali dell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate: SPID, CIE, CNS, oppure Entratel e Fisconline. Le credenziali restano all'utente.
  • I dati arrivano via API, con notifiche automatiche alla tua piattaforma.
  • Sessione cifrata e a tempo, di circa 90 minuti. Ogni accesso ai dati è registrato.

I servizi di Eleven PA coprono fatturazione elettronica (emissione e ricezione tramite lo SdI, per forfettari e ordinari), anagrafica fiscale, precompilata 730 e Redditi, versamenti e F24, Certificazione Unica per anno d'imposta e il resto del cassetto: comunicazioni, rimborsi e deleghe.

Con lo stesso SPID o la stessa CIE si entra anche negli altri portali pubblici, come INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate-Riscossione, ed Eleven PA lavora anche su quelli: ne parleremo nelle prossime guide.

Se non sai quale strada fa per te, scrivici: se basta il canale dell'Agenzia, te lo diciamo.

Per chi sviluppaCome si integra Eleven PA

API REST firmate e webhook. Ogni sessione è cifrata con AES-256-GCM, uno standard di cifratura, e vale circa 90 minuti. Ogni accesso ai dati è registrato in un audit trail.

Quali sono le tappe e le prossime scadenze?

In tre anni l'Agenzia è passata dalle verifiche di codice fiscale e partita IVA al primo servizio sui dati del cassetto. Le prossime date da segnare sono il 1° gennaio e il 28 febbraio 2027.

  1. 4 aprile 2023

    Il Provvedimento 118366 attiva la piattaforma dell'Agenzia per le API.

  2. 15 maggio 2023

    Partono via API le verifiche di codice fiscale e partita IVA.

  3. 22 ottobre 2025

    Parte in via sperimentale la richiesta delle CU 2025 con un file via Entratel, prevista dal Provvedimento 390142 del 20 ottobre.

  4. 8 dicembre 2025

    Diventa operativa la delega unica.

  5. 28 aprile 2026

    La richiesta con file si estende alle CU 2026, dopo il Provvedimento del 20 aprile.

  6. 6 luglio 2026

    Il Provvedimento 200918/2026 apre il cassetto fiscale ai programmi.

  7. 7 luglio 2026

    Un comunicato stampa annuncia il primo servizio sulle CU, in partenza a fine test.

  8. 16 luglio 2026

    Il Provvedimento 210791/2026 porta nella sezione «L'Agenzia scrive» del cassetto alcuni avvisi di liquidazione e di accertamento parziale automatizzato. Si consultano sul web, non via API.

  9. 22 luglio 2026

    Parte lo scarico massivo delle CU via API. Con il servizio escono le specifiche tecniche, versione 1.0, datate 15 luglio 2026.

  10. 6 agosto 2026

    Esce in Gazzetta Ufficiale il d.lgs. 141/2026, che dal 2027 sposta le norme su API e delega nel Testo unico.

  11. 24 ottobre 2026Ultimo controllo

    Nel Catalogo ci sono ancora tre servizi; nessun servizio nuovo dal 22 luglio.

  12. 1° gennaio 2027In arrivo

    Le regole su API e delega unica passano agli artt. 48 e 46 del Testo unico adempimenti e accertamento.

  13. 28 febbraio 2027In arrivo

    Scadono, al più tardi, le deleghe date con le vecchie regole.

Le altre guide di questa serie

Questa pagina è il punto di partenza. Le guide pratiche della serie:

Aggiorniamo questa pagina a ogni avviso dell'Agenzia. Le nuove guide escono nella pagina delle guide.

Domande frequenti

Chi può usare oggi le API del cassetto fiscale?

Per i dati del cassetto fiscale, solo gli intermediari registrati a Entratel, come commercialisti e CAF, con lo scarico delle CU dei clienti che li hanno delegati. Il Provvedimento 200918/2026 prevede anche contribuenti e utenti Fisconline, ma per loro non c'è ancora un servizio sui dati del cassetto. Una software house che non è intermediario non può attivarlo a suo nome.

Quali credenziali servono per le API del cassetto fiscale? Basta lo SPID?

No, lo SPID non basta. Con SPID, CIE o le credenziali dell'Agenzia più il PIN personale si entra nel Catalogo e si attiva il servizio. Per lo scarico delle CU servono poi la registrazione a Entratel, una chiave segreta che vale un anno e i certificati dell'Agenzia per firmare ogni richiesta.

Come ci si registra alle API dell'Agenzia delle Entrate?

Non c'è una registrazione a parte. Ci si registra a Entratel o Fisconline, i servizi telematici dell'Agenzia, poi si entra nel Catalogo dei servizi di interoperabilità, nell'area riservata, e si attiva il servizio accettando le condizioni d'uso. Per lo scarico delle CU serve Entratel.

Le API del cassetto fiscale sono gratuite?

Né il Provvedimento 200918/2026, né le specifiche tecniche, né le pagine del Catalogo indicano un costo per attivare o usare il servizio. Le condizioni d'uso si accettano al momento dell'attivazione, nell'area riservata. Restano a carico di chi lo usa il gestionale e il lavoro tecnico per collegarlo.

Si possono scaricare le fatture elettroniche dal cassetto fiscale via API?

Non con le API del Catalogo: le fatture elettroniche non ci sono. Le strade ufficiali sono il download massivo dal portale Fatture e Corrispettivi, per il titolare o l'intermediario delegato, e il web service SMTS (Servizi Massivi di Trasmissione e Scarico file), solo per i provider accreditati.

Dove si trova la documentazione delle API dell'Agenzia delle Entrate?

Sul sito dell'Agenzia delle Entrate: le regole generali sono nell'Allegato 1 al Provvedimento 200918/2026, i passi nella guida operativa del Catalogo dei servizi di interoperabilità, il servizio sulle CU nelle specifiche tecniche v1.0 del 15 luglio 2026. Indirizzi e descrittori si scaricano dal Catalogo, in Servizi attivati, dopo l'attivazione.

Le API dell'Agenzia delle Entrate passano dalla PDND?

No. Funzionano sulla piattaforma per le API dell'Agenzia stessa. Né il Provvedimento né le specifiche tecniche né la guida operativa citano la PDND.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027 per le API del cassetto fiscale?

Le regole sul canale API e sulla delega unica passano agli artt. 48 e 46 del Testo unico adempimenti e accertamento, il d.lgs. 141/2026, con un testo quasi uguale. Le deleghe date con le vecchie regole valgono al massimo fino al 28 febbraio 2027.

Avvisami quando l'Agenzia aggiunge un servizio

I nuovi servizi arrivano con un avviso sul sito dell'Agenzia, senza date annunciate. Lasciaci un contatto: ti scriviamo quando aggiorniamo questa guida.

Fonti

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Emanuele Martino Podo

CEO e cofondatore di elevenhats

Vengo da settori dove le cose devono funzionare, punto. Nel 2025 ho cofondato elevenhats: costruiamo software su misura e AI per le PMI italiane che non possono permettersi errori.

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Cosa è cambiato

  • : Tra le guide della serie, il link alla nuova guida sul download massivo delle fatture elettroniche.
  • : Risposta iniziale e altre frasi senza la data in apertura: la data dell'aggiornamento è sotto il titolo. I fatti non cambiano.
  • : Box su Eleven PA: elencate tutte le credenziali dell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con cui l'utente dà l'accesso (SPID, CIE, CNS, Entratel e Fisconline).
  • : Fatti con una data ricontrollati il giorno della pubblicazione: nel Catalogo nessun servizio nuovo, la data per le convenzioni sulla firma con SPID o CIE non c'è ancora. Allineata alle guide sullo scarico delle CU e sulla delega: le specifiche del servizio CU escono con il servizio, il 22 luglio; le vecchie deleghe sono quelle attivate prima dell'8 dicembre 2025.
  • : Prima versione.